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INTERVISTA AD UN NOSTRO CAPOSQUADRA SUL TEMA, ORAMAI D’ATTUALITA’

 

STRAGI DEL SABATO SERA

  

 

Sentiamo ormai ogni domenica, telegiornali che relazionano notizie su stragi e incidenti svoltisi durante il sabato sera.

            Il perché di tutto ciò?

          Si suppone di  conoscerlo: droga, alcool, velocità, i soliti soggetti; ma cerchiamo di capire meglio le dinamiche e la teatralità di questi incidenti visti dall’interno, da chi interviene veramente su scene scioccanti e contorte.




            In merito, abbiamo “intervistato” un Caposquadra della nostra associazione,  Alessandra, che svolge ormai questo servizio alla comunità da ben tre anni.

 

OL: Ciao Alessandra, incominciamo subito con le domande; come si può fare, secondo la tua opinione, a prevenire questo tipo d’incidenti?

AC: Penso che ci vorrebbe maggior consapevolezza da parte dei ragazzi. Indubbiamente le istituzioni si sono date e si danno tutt’oggi un gran da fare, ma i ragazzi recepiscono poco il motivo di raccomandazioni così semplici, quali: “allacciati la cintura di sicurezza”, “ non bere se guidi”, “ riposati se sei stanco ”, “ rispetta i limiti di velocità ”.

            OL: L’educazione familiare può influire sulle decisioni dei ragazzi al volante?

AL: E’ sempre facile dire che è colpa dei genitori. Questo è un fattore di non poca importanza, senza contare la provenienza socio-familiare dei ragazzi. Normalmente mi trovo davanti ragazzi di estrazione medio - alta, vestiti alla moda e griffati, con belle macchine e di grossa cilindrata, a volte esagerata. Auto grandi e potenti, pochi mesi se non giorni di patente alle spalle, un po’ di alcool che non si regge, e la grandissima voglia di esibirsi e farsi notare. Questo è il mix perfettamente letale. Mi ricordo quando mia madre mi diceva di non fare qualcosa, io, testarda, lo facevo ancor di più, per provare il brivido di andar contro le regole. Purtroppo, si realizza soltanto dopo che, in effetti, i genitori hanno sempre ragione. Ci sono indubbiamente delle famiglie con tanti problemi, ma dubito che siano tutte così.

            OL: Secondo te, la nuova legge che vieta, ai minori di diciotto anni, di fare uso di alcolici, è servita a qualcosa?

AC: Probabilmente sì, ma non ne sarei così sicura. Le chiamate al 118 per ragazzi ubriachi che non si reggono in piedi sono sempre molte. Evidentemente è ancora troppo semplice procurarsi dell’alcool.

OL: In base alla tua esperienza qual è la causa principale di queste stragi?

AC: Direi che l’alcool è in testa alla classifica. Più di una volta, ho svolto servizio in supporto alle forze dell’ordine, di sabato sera, dalla mezzanotte fino alle cinque. Ebbene, ho svolto questo tipo d’intervento tre volte, e in tutti e tre i casi, i risultati erano gli stessi: una quarantina di vetture fermate, cinque o sei patenti ritirate con confisca del veicolo e moltissime multe per guida in stato di ebbrezza. In alcuni casi, abbiamo eseguito anche il test anti-droga, ma sono stati sempre pochi o addirittura nessuno i positivi. Credo che il motivo sia dovuto prettamente ad un fattore economico. Durante quelle nottate ho assistito alle cose più disparate, da ragazzi che chiamavano i genitori esordendo con: “ papà mi hanno fermato, dicono che ho bevuto troppo e non posso più guidare!”, peccato che anche gli altri passeggeri fossero nelle stesse condizioni!

OL: Secondo te, mettendo la questione sul piano della moralità e della giustizia, sarebbe giusto aumentare la rigidità delle pene?

AC: A mio parere, le pene sono già sufficientemente rigide. Ci vorrebbe maggior sensibilizzazione, ma fatta in modo più diretto. Sono stata giovane anch’io, ma vedere con i miei occhi cosa può accadere se non ascoltiamo le piccole raccomandazioni a cui mi riferivo prima, mi ha fatto prendere coscienza di quanto queste, siano importanti, e, in realtà, siano molto grandi. Non ho intenzione di fare la moralista, anche perché sono cose che ho fatto io per prima, ma ritrovarsi davanti a scene, purtroppo cruente, d’incidenti, in cui vedi vite giovani spezzarsi in un attimo, beh quello sì che ti apre gli occhi e ti fa apprezzare il dono della vita.

OL: Hai riscontrato anche tu un notevole aumento, solo negli ultimi anni di questo tipo d’incidenti?

AC: Da quando è stato istituito il tutor in autostrada, gli incidenti sono notevolmente diminuiti; questo è un fattore importante ed incoraggiante! Anche se le eccezioni non mancano mai. Non poco tempo fa mi sono ritrovata a dover intervenire in un incidente drammatico: auto in prima corsia e il corpo del ragazzo sbalzato nella quarta. Abbiamo tentato in tutti i modi di rianimarlo, ma non ce l’ha fatta. E’ in quel momento che ci si rende conto di quello di cui parlavo prima.

OL: Visto il campo in cui ci troviamo, puoi dirci se anche qualche anno fa si faceva riferimento a questi incidenti come notizie in prima pagina dei media, o semplicemente non se ne parlava per nulla?

           AC: Autostrada a parte, il numero degli incidenti del sabato sera non è diminuito. Ogni tanto se ne torna a parlare, soprattutto quando ne capita qualcuno più drammatico o cinematico degli altri. Mi aspetto che l’attenzione dei media ricada su tutti gli incidenti a venire dopo quanto accaduto tempo fa a Comun Nuovo.

OL: Secondo te c’è un modo più facile per sensibilizzare i giovani riguardo a questa tematica?

AC: Penso che testimonianze da chi quegli incidenti li ha vissuto e ne è uscito vivo dopo aver visto la morte tanto vicina con i propri occhi possa servire a qualcosa.

OL: Cosa ne pensi della pubblicità progresso, e dei diversi corsi di sensibilizzazione che vengono svolti all’interno delle scuole da parte delle Forze dell’Ordine?

AC: Indubbiamente serve, ma non so fino a che punto le Forze dell’Ordine giungano a destinazione sensibilizzando gli animi dei più giovani.

 

            Grazie per la tua disponibilità Alessandra, speriamo che questo articolo possa essere di spunto ai giovani per migliorare il loro comportamento al volante.




 

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